Hypoxic
è un'azienda italiana all'avanguardia nella meccanica di precisione ed elettronica. La nostra passione per l'immersione tecnica ci ha portato a sviluppare questa gamma di torce che assolvono due scopi fondamentali: comunicare e illuminare, nello stesso momento e con la stessa importanza. L'idea del progetto HYPOXIC è fondata sull'aumento della sicurezza in immersione, fornendo al subacqueo lampade più performante, sopperendo agli handicap riscontrati utilizzando altri illuminatori durante le nostre immersioni. Tutte le nostre scelte costruttive sono state basate sulla funzionalità, ricerca della semplicità e sulla robustezza. Ogni pezzo è stato disegnato al computer e costruito con macchine a controllo numerico e la precisione meccanica di ogni singolo elemento è di un centesimo di millimetro. I bulbi che utilizziamo nelle nostre torce sono il frutto di un costante lavoro di ricerca di una tra le maggiori aziende produttrici al mondo di sistemi illuminanti HID per uso automobilistico e aerospaziale ed è lo stato dell'arte nella tecnologia attuale per applicazioni utilizzanti gas xenon. Questo si traduce in longevità e robustezza rispetto ad altri bulbi nati per l'utilizzo in sala operatoria ed adattati per la subacquea. Ogni torcia viene poi assemblata con cura e infine testata in una grande camera iperbarica allagata ad una profondità di 200 metri per 15 minuti. La profondità massima di integrità strutturale degli apparati illuminanti è calcolata per 600 metri. Sia la testa che il canister sono realizzati ricavandoli da barra piena tornita, in gergo meccanico dal pieno, assicurando quindi compattezza, stabilità e precisione del prodotto. Non esiste nessun incollaggio e neanche una vite interna, questo sistema è l'unico che garantisce una integrità strutturale assoluta dello scafandro sub. Ogni possibile via di ingresso dell'acqua è difesa da doppia tenuta, sia meccanica che chimica. La connessione tra batterie e lampada, l'accensione e la ricarica avviene dalla stessa entrata, un singolo foro sul porta-batterie, con conseguente diminuzione di possibilità di ingresso di acqua e diminuzione della manualità del subacqueo. Infine, i prototipi sono stati oggetto di "crash test" severi mirati all'integrità strutturale e al funzionamento. Immergetevi comunicate e illuminate in completo relax.
Erik Cappelli & Davide Checcucci